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SUSAN JOHNSTON OWEN-JAZZ  /  SITE OWNER/MUSICIAN, WRITER,ARTIST, ELEMENTARY AND SPECIAL EDUCATION TEACHER (RETIRED)

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ITALY-ITALIAN POETRY

Italian Poetry with English translation

STORY OF ITALY IN ITALIAN-VIDEO

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LORENZO DE’ MEDICI, 1448-1492

Sonetto I

 

VIDI madonna sopra un fresco rio
tra verdi frondi e liete donne starsi;
tal che dalla prima ora in qua che io arsi
mai vidi il viso suo più bello e pio.
Questo contentò in parte il mio desio,
e all’ alma diè cagion di consolarsi;
ma poi, partendo, il cor vidi restarsi;
crebbon vie più i pensier e ’l dolor mio.
Chè già il sole inchinava all’ occidente,
e lasciava la terra ombrosa e oscura;
onde il mio sole l’ ascose in altra parte.
Fe’ il primo ben più trista assai la mente:
ah quanto poco al mondo ogni ben dura!
ma il rimembrar si tosto non si parte.

 

Sonetto I

ENGLISH

I SAW my Lady by a purling brook
With laughing maidens, where green branches twined;
O never since that primal, passionate look
Have I beheld her face so soft and kind.
Hence for a space my yearning was content
And my sad soul some consolation knew;
Alas, my heart remained although I went,
And constantly my pain and sorrow grew.
Early the sun sank down in western skies
And left the earth to woeful hours obscure,
Afar my sun hath also veiled her ray;
Upon the mind first bliss most heavily lies,
How short a while all mortal joys endure,
But not so soon doth memory pass away.


Canzone a ballo

CHI non è innamorato
esca di questo ballo,
che saria fallo a stare in sì bel lato.
   Se alcuno è qui che non conosca amore,
parta di questo loco;
perch’ esser non potria mai gentil core
chi non sente quel foco;
se alcun ne sente poco,
sì le sue fiamme accenda
che ognun lo intenda, e non sarà scacciato.
   Amore in mezzo a questo ballo stia,
e chi gli è servo intorno.
E se alcuno ha sospetto o gelosia,
non faccia qui soggiorno;
se non, farebbe storno.
Ognun ci s’ innamori,
o esca fuor del loco tanto ornato.
   Se alcuna per vergogna si ritiene
di non s’ innamorare,
vergognerassi, s’ ella pensa bene
108 più tosto a non lo fare;
non è vergogna amara
chi di servire agogna;
saria vergogna a chi gli fusse ingrato.
   Se alcuna ce ne fussi tanto vile,
che lassi per paura;
pensi bene, che un core alto e gentile
queste cose non cura:
non ha dato natura
tanta bellezza a voi
acciò che poi sia il tempo mal usato.

Canzone a ballo

Canzone a ballo-ENGLISH

LET him who is no lover
Go hence and seek another
Floor on which to dance,
He merits not good chance!
   Be there one who knows not Love,
Let him hasten from this place,
For that heart is poor in grace
Which fond ardours doth not prove.
Be there one whose fires burn low,
Let him breathe on them, and so
They blaze again, he need not go!
   Love presideth o’er this feast,
Those who serve him gather round.
Be there one by envy bound,
Take he leave, for thus at least
He will go and not be chased!
Only those whom Love hath graced
In so sweet a bower are placed.
   Be there one who is ashamed
Of loving, let her ponder fair
109 And she will soon become aware
To love is to be nobly famed;
For love all homage doth deserve;
Ingratitude doth shame reserve.
   Be there one perchance so vile
As to flee away for fright,
Let her understand aright,
No such coward fancies wile
In gentle hearts! Nature doth bring
Us beauty; foolish ’twere to fling.
Away the roses of the spring!


Angelo Poliziano, 1454-1494

Ballata I

I’ MI trovai, fanciulle, un bel matino
di mezzo maggio in un verge giardino.
Eran d’ intorno violette e gigli
fra l’ erba verda, e vaghi fior novelli,
azzurri, gialli, candidi e vermigli:
ond’ io pòrsi la mano a côr di quelli
per adorner e’ mie’ biondi capelli
e cinger di grillanda il vago crino.

I’ mi trovai, fanciulle . . . .

   Ma poi ch’ i’ ebbi pien di fiori un lembo,
vidi le rose e non pur d’ un colore:
io corsi allor per empier tutto el grembo,
perch’ era sì söave il loro odore
che tutto mi senti’ destar el core
di dolce voglia e d’ un piacer divino.

I’ mi trovai, fanciulle . . . .

   I’ posi mente: quelle rose allora
mai vi non potre’ dir quant’ eran belle:
quale scoppiava dalla boccia ancora,
qual’ erano un po’ passe e qual novelle,
110 amor mi disse allor: “Va, cô’ di quelle
che più vedi fiorite sullo spino.”

I’ mi trovai, fanciulle . . . .

   Quando la rosa ogni suo’ foglia spande,
quando è più bella, quanda è più gradita,
allora è buona a mettere in grillande,
prima che sua bellezza sia fuggita:
sicchè, fanciulle, mentre è più fiorita,
cogliam la bella rosa del giardino.

I’ mi trovai, fanciulle . . . .

Ballata I

I’ MI trovai, fanciulle, un bel matino
di mezzo maggio in un verge giardino.
Eran d’ intorno violette e gigli
fra l’ erba verda, e vaghi fior novelli,
azzurri, gialli, candidi e vermigli:
ond’ io pòrsi la mano a côr di quelli
per adorner e’ mie’ biondi capelli
e cinger di grillanda il vago crino.

I’ mi trovai, fanciulle . . . .

   Ma poi ch’ i’ ebbi pien di fiori un lembo,
vidi le rose e non pur d’ un colore:
io corsi allor per empier tutto el grembo,
perch’ era sì söave il loro odore
che tutto mi senti’ destar el core
di dolce voglia e d’ un piacer divino.

I’ mi trovai, fanciulle . . . .

   I’ posi mente: quelle rose allora
mai vi non potre’ dir quant’ eran belle:
quale scoppiava dalla boccia ancora,
qual’ erano un po’ passe e qual novelle,
110 amor mi disse allor: “Va, cô’ di quelle
che più vedi fiorite sullo spino.”

I’ mi trovai, fanciulle . . . .

   Quando la rosa ogni suo’ foglia spande,
quando è più bella, quanda è più gradita,
allora è buona a mettere in grillande,
prima che sua bellezza sia fuggita:
sicchè, fanciulle, mentre è più fiorita,
cogliam la bella rosa del giardino.

I’ mi trovai, fanciulle . . . .

Ballata II

I’ MI trovai un dì tutto soletto
in un bel prato per pigliar diletto.
Non credo che nel mondo sia un prato
dove sien l’ erbe de sì vaghi odori.
Ma quand’ i’ fu’ nel verde un pezzo entrato,
mi ritrovai fra mille vaghi fiori
bianchi e vermigli e di mille colori,
fra’ quai senti’ cantare un augelletto.

I’ mi trovai un di . . . .

   Era il suo canto sì söave e bello,
che tutto ’l mondo innamorar facea.
I’ m’ accostai pian pian per veder quello;
vidi che ’l capo e l’ ale d’ oro avea;
ogni altra penna di rubin parea,
ma ’l becco di cristallo e ’l collo e ’l petto.

I’ mi trovai un di . . . .

   I’ lo volli pigliar, tanto mi piacque;
ma tosto si levò per l’ aria a volo,
e ritornossi al nido ove si nacque:
i’ mi son messo a seguirlo sol solo,
ben crederei pigliarlo ad un lacciolo,
s’ i’ lo potessi trar fuor del boschetto.

I’ mi trovai un di . . . .

     I’ gli potrei ben tender qualche rete:
ma da poi che ’l cantar gli piace tanto,
sanz’ altra ragna o sanz’ altra parete
mi vo’ provar di pigliarlo col canto.
E questa è la cagion per ch’ io pur canto,
che questo vago augel, cantando, alletto.

I’ mi trovai un di . . . .

Ballad II

I FOUND myself alone, alone one day
Taking my pleasure in a meadow gay.
There’s not a meadow in the world I ween
Where herbs and grasses have so sweet a smell;
I wandered for awhile down pathways green
Till myriad blossoms cast their lovely spell
About me — white, red, every hue pell-mell,
And then I heard a bird uplift his lay.

I found myself . . . .ENGLISH

   O very sweetly, tenderly sang he,
Love to the heart of all the world he sped,
Then softly, softly I drew near to see,
I saw that golden were his wings and head,
And every other plume a ruby red,
But back, neck, bosom wore the crystal’s ray

I found myself . . . .

   I longed to catch him, for he pleased me well,
But he rose swiftly and away he flew
Back to the nest where he was born; I fell
To following him alone, alone; I knew
That I could take him with the net I threw
Did I but lure him from the woods away

I found myself . . . .

    That I could spread a net for him is true,
But since in song his spirit doth rejoice,
Instead of snares and prison-bars I’ll woo,
So far as I am able, with my voice.
That this sweet bird may have what he enjoys
Is the whole reason why I sing this lay.

I found myself . . . .

 

LORENZO DE’ MEDICI, 1448-1492

 

 

Trionfo

QUANT’ é bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’ è certezza.
   Quest’ è Bacco e Arianna,
belli, e l’ un dell’ altro ardenti;
perchè ’l tempo fugge e ’nganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe e altre genti
sono allegre tuttavia:
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’ è certezza.
   Questi lieti satiretti
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento aguati:
104 or, da Bacco riscaldati,
ballan, saltan tuttavia;
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’ è certezza.
   Queste ninfe hanno ancor caro
da loro essere ingannate:
non puon far a Amor riparo
se non genti rozze e ’ngrate:
ora insieme mescolate
fanno festa tuttavia:
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’ è certezza.
   Questa soma, che vien dreto
sopra l’ asino, è Sileno:
cosi vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’ anni pieno:
se no può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia:
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’ è certezza.
   Mida vien dopo costoro:
ciò che tocca, oro diventa:
e che giova aver tesoro,
poichè l’ uom non si contenta?
che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’ è certezza.
   Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi;
facciam festa tutavia:
106 chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’ è certezza.
   Donne e giovanetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
ciascun suoni, balli e canti!
arda di dolcezza il core!
non fatica, non dolore!
quel c’ ha esser convien sia;
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’ è certezza.
   Quant’ è bella giovinezza
che si fugge tuttavia.

Trionfo

YOUTH is sweet and well
But doth speed away!
Let who will be gay,
To-morrow, none can tell.
   Bacchus and his Fair,
Contented with their fate,
Chase both time and care,
Loving soon and late;
High and low estate
With the nymphs at play;
Let who will be gay,
To-morrow, none can tell.
   Laughing satyrs all
Set a hundred snares,
Lovelorn dryads fall
In them unawares:
105 Glad with wine, in pairs
They dance the hours away:
Let who will be gay,
To-morrow, none can tell.
   Not unwillingly
Were these nymphs deceived:
From Love do but flee
Graceless hearts aggrieved:
Deceivers and deceived
Together wend their way.
Let who will be gay,
To-morrow, none can tell.
    Fat Silenus nears
On an ass astride:
Full of wine and years,
Come and see him ride:
He lolls from side to side
But gleefully alway:
Let who will be gay,
To-morrow, none can tell.
   Midas following,
Turneth all to gold:
What can treasure bring
To a heart that’s cold?
And what joy unfold
For who thirsteth, pray?
Let who will be gay,
To-morrow, none can tell.
   Ears be very bold,
Count not on to-morrow:
Let both young and old,
Lads and lassies, borrow
Joy and banish sorrow.
Doleful thoughts and grey:
107 Let who will be gay,
To-morrow, none can tell.
    Lads and lassies all,
Love and Bacchus Hail!
Dance and song befall!
Pain and sadness fail!
Tender hearts prevail,
Happen then what may!
Let who will be gay,
To-morrow, none can tell.
   Youth is sweet and well
But doth speed away.

Petrarca: Love Sonnets

Part 1: Love Sonnets to Laura

Era il giorno ch'al sol si scoloraro
per la pietà del suo factore i rai,
quando ì fui preso, et non me ne guardai,
chè i bè vostr'occhi, donna, mi legaro.

Tempo non mi parea da far riparo
contra colpi d'Amor: però m'andai
secur, senza sospetto; onde i miei guai
nel commune dolor s'incominciaro.

Trovommi Amor del tutto disarmato
et aperta la via per gli occhi al core,
che di lagrime son fatti uscio et varco:

Però al mio parer non li fu honore
ferir me de saetta in quello stato,
a voi armata non mostrar pur l'arco.

ENGLISH

It was the day the sun's ray had turned pale
with pity for the suffering of his Maker
when I was caught, and I put up no fight,
my lady, for your lovely eyes had bound me.

It seemed no time to be on guard against
Love's blows; therefore, I went my way
secure and fearless-so, all my misfortunes
began in midst of universal woe.

Love found me all disarmed and found the way
was clear to reach my heart down through the eyes
which have become the halls and doors of tears.

It seems to me it did him little honour
to wound me with his arrow in my state
and to you, armed, not show his bow at all.


Head-over-heels in love with Laura, Petrarca wrote 365 sonnets, one passionate poem a day dedicated to his true love. Considered the first modern poet because of his interest in individuality, the Italian poet perfected the sonnet during the 14th century. The sonnet, a lyric poem of 14 lines with a formal rhyme scheme, expresses different aspects of a thought, mood, or feeling.

Quando fra l'altre donne ad ora ad ora
Amor vien nel bel viso di costei,
quanto ciascuna è men bella di lei
tanto cresce 'l desio che m'innamora.

I' benedico il loco e 'l tempo et l'ora
che sí alto miraron gli occhi mei,
et dico: Anima, assai ringratiar dêi
che fosti a tanto honor degnata allora.

Da lei ti vèn l'amoroso pensero,
che mentre 'l segui al sommo ben t'invia,
pocho prezando quel ch'ogni huom desia;

da lei vien l'animosa leggiadria
ch'al ciel ti scorge per destro sentero,
sí ch'i' vo già de la speranza altero.

When Love within her lovely face appears
now and again among the other ladies,
as much as each is less lovely than she
the more my wish I love within me grows.

I bless the place, the time and hour of the day
that my eyes aimed their sights at such a height,
and say: 'My soul, you must be very grateful
that you were found worthy of such great honour.

From her to you comes loving thought that leads,
as long as you pursue, to highest good,
esteeming little what all men desire;

there comes from her all joyous honesty
that leads you by the straight path up to Heaven-
already I fly high upon my hope.'

http://italian.about.com/library/weekly/aa021600a.htm

 

 


SCENES FROM ITALY

LUCCA, ITALY-TUSCANY

Ancient and medieval city

Lucca was founded by the Etruscans (there are traces of a pre-existing Ligurian settlement) and became a Roman colony in 180 BC. The rectangular grid of its historical centre preserves the Roman street plan, and the Piazza San Michele occupies the site of the ancient forum. Traces of the amphitheatre can still be seen in the Piazza dell'Anfiteatro. Lucca was the site of a conference in 56 BC which reaffirmed the supremacy of the Roman First Triumvirate.[1]

Piazza Anfiteatro and the Basilica di San Frediano.

Frediano, an Irish monk, was bishop of Lucca in the early 6th century.[2] At one point, Lucca was plundered by Odoacer, the first Germanic King of Italy. Lucca was an important city and fortress even in the 6th century, when Narses besieged it for several months in 553. Under the Lombards, it was the seat of a duke who minted his own coins. The Holy Face of Lucca (or Volto Santo), a major relic supposedly carved by Nicodemus, arrived in 742. It became prosperous through the silk trade that began in the 11th century, and came to rival the silks of Byzantium. During the 10-11th centuries Lucca was the capital of the feudal margraviate of Tuscany, more or less independent but owing nominal allegiance to the Holy Roman Emperor.

http://en.wikipedia.org/wiki/Lucca


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